Cadorna nel giugno 1914

Poco prima dell’attacco dell’Impero austro-ungarico alla Serbia, supportato dalla Germania, in Italia accade che, improvvisamente il primo Luglio 1914, il Generale Pollio, capo di Stato Maggiore dell’Esercito morisse. Il 27 dello stesso mese venne nominato, al suo posto, il Generale Luigi Cadorna; il quale non perse tempo e, valutata la concitata situazione del momento, prese carta e penna e scrisse al Re, senza informare il Primo Ministro Salandra.

Indipendentemente dal contenuto della missiva, sulla quale tornerò, è da sottolineare l’atteggiamento di Cadorna. Per comprenderlo meglio giova ricordare che, in base allo Statuto Albertino, capo supremo della difesa era il Re; anche se ciò creava qualche contrasto istituzionale, perchè la Corona, a sua volta, riconosceva la centralità del Parlamento, dunque del potere politico, dunque del governo pro-tempore. In tempo di pace l’esercito e il suo comandante in capo avevano eminentemente prerogative consultive di tipo tecnico e nulla di piu’. Le decisioni spettavano dunque al Primo Ministro e, per sua delega, al Ministro della Guerra; anche se la funzione alta del Re non era in discussione quanto alla determinazione degli indirizzi di carattere generale. Cadorna deborda subito dalle sue prerogative, mostrando una sostanziale diffidenza e insofferenza per il potere politico. Al punto che, in sprezzo alla centralità del Parlamento, come abbiamo visto nel topic precedente, ingerisce pesantemente nella vita politica, definendo lo schieramento politico radicale e della sinistra come “partiti antisociali”. Si tratta di un giudizio grave che, a parte gli aspetti di merito, vengono meno a quel ruolo di terzietà e di “apoliticità” che le Forze Armate sono tenute a mantenere, in ossequio all’Ordinamento. Ma la cosa non finisce qui, perchè il Cadorna della prima ora è convinto che l’Italia, in quanto membro della Triplice Alleanza debba mobilitarsi per rafforzare le forze della Germania. Infatti suggerisce di mettere a disposizione cinque corpi d’armata e di destinarne altri tre ai confini con la Francia e questa sua convinzione /proposta fa parte della missiva che il Generale invia a Sua Maestà.

Il primo Ministro Antonio Salandra

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