La società delle “quattro righe”

Non sono contrario all’innovazione tecnologica e a forme di condivisione del pensiero in rete, ma ne vedo i limiti. Zygmunt Bauman, qualche anno fa, parlava di “società liquida”, intendendo con questa espressione la dissoluzione di vecchi aggregati, di cui i partiti erano massima espressione. Nella società liquida e post-ideologica ciascuno fa per sè e matura le proprie convinzioni sulla rete e con la rete. Ma, a mio avviso, siamo andati anche oltre la “società liquida”. Ora siamo la “società dell’istante” o, che poi è la stessa cosa, la “società delle quattro frasi”. Molti comunicano col cellulare, scrivono SMS e twit. Ci si occupa di tutto, si esprimono pareri su tutto, ma sempre in modo superficiale e poco meditato. Con quattro righe, appunto. Io temo questo tipo di società, perchè porta le persone a diventare imbecilli ( imbecille, da in – bacula= colui che ha bisogno del bastone per reggersi) E il “bastone”, spesso e volentieri è il pensiero altrui, inoculato ripetendo falsità o semi-verità volutamente artefatte per procacciarsi il consenso. La società dell’Istante è una società senza anticorpi. Solo lo studio, l’analisi , l’approfondimento possono affrancare la persona dalla manipolazione. Apparentemente questa è una società mai stata così libera. Ciascuno può dire tutto quello che vuole, ma, nella realtà, è davvero così o, piuttosto, le persone, loro malgrado, non sono diventate ventriloqui della banalizzazione del pensiero? La comunicazione tramite internet è un mezzo che, per se stesso, può essere anche innovativo. Può avvicinare alle stanze del potere molte persone, ma alla base ci vuole sempre una seria preparazione che consenta a tutti l’esercizio della critica e dell’apprendimento continuo. I soli mezzi di condivisione virtuale possono addirittura divenire liberticidi; anche se questo può sembrare un paradosso.

One thought on “La società delle “quattro righe”

  1. Hai ragione! È l qualunquismo ha ormai messo radici nella nostra società e si dilaga tramite i social. Non so se riusciremo a fermare il suo percorso, ma l’ignoranza fa paura perché è il fondamenta di molti mali. Speriamo soltanto che a scuola si riesca a inculcare la passione della lettura e della ricerca. Grazie per quello che hai scritto.

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