Caro Gianmarco, io la vedo così….

Caro Gianmarco,

apprezzo molto la Sua passione, il Suo impegno sociale e capisco la Sua indignazione e persino lo sprezzo per certe storture che lei, giustamente denuncia. Lei sa che sono stato impegnato, in prima fila, nel ribadire il diritto della popolazione alla salute e alla salvaguardia dell’ambiente, messi in discussione a seguito dell’implemenazione di un’azienda che io reputo incompatibile con un territorio a orografia complessa. Queste cose le ho dette in tutte le salse e in tutte le sedi. Benchè io sia dichiaratamente di sinistra ho sempre preso le distanze da decisioni sia in ambito locale che regionale che non condivido.

Per la sinistra vale sicuramente il detto: “chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Lei ha ragione, quando fa notare che molte persone legate alla sinistra oggi guardano alla Lega. Non è una novità e non è da oggi. Bisogna essere ciechi e sordi per non porvi riparo. Per cui chi sbaglia ne paga poi le conseguenze.

Tuttavia io sono uno di quelli che esprime estrema preoccupazione per come la società si stia avvitando su se stessa e non percepisca i pericoli di una svolta autoritaria che, prima di tutto, sarà pagata dalla povera gente: la stessa che oggi, in modo illusorio, fa fatica a riconoscere la differenza tra esteriorità “piacione” e popolaresche, da politiche che certo non vanno nell’interesse dei più poveri. Chi, come me, è convinto che siamo alle soglie di un nuovo fascismo viene deriso e ritenuto pronto per un trattamento sanitario obbligatorio.

Se permette vorrei dirle perchè ho questa convinzione. Veda, quello che determina le situazioni sociali è sempre l’economia. Nei periodi di crisi la società si chiude, mostra sofferenze e insofferenze. Non è una novità: il Novecento è pieno di situazioni analoghe. Sono impressionanti quelle che si determinarono un secolo fa, nel 1919. Anche allora le industrie erano in crisi, incapaci di riconvertire la produzione da bellica a civile. Anche allora lo scontento popolare era altissimo: i reduci e i combattenti non trovavano lavoro ed erano ai margini della società. I partiti, il Parlamento si mostravano inadeguati a dare risposte al malcontento della gente

Quando Mussolini, sempre nel 1919 costituì a Milano i Fasci di Combattimento, mise insieme un fronte assai eterogeneo: scontenti dagli esiti della guerra, disoccupati, sindacalisti rivoluzionari, anarchici, pezzi del vecchio partito socialista, militari rancorosi per la disfatta di Caporetto, irredentisti…. Il programma dei “sansepolcristi” ( cosiddetti perchè si costituirono in piazza San Sepolcro a Milano) avevano un programma a dir poco rivoluzionario e che Mussolini stesso defìnì tale:

  • suffragio universale, con voto ai diciottenni
  • terra a chi la lavora
  • reddito minimo garantito per tutti
  • piena occupazione

Una piattaforma sociale fortemente avanzata; anche se poi ampiamente disattesa dopo il 1922, una volta che il fascismo è andato al potere.

Gli elementi peculiari di quella fase, oltre a quelli citati furono:

  1. Il sincretismo, ossia la commistione tra ideologie differenti ed anche opposte tra loro, ma assimilate in un unicum
  2. l’ossessione complottista ( nemici alle porte che ci vogliono rubare qualcosa, la nostra cultura, la nostra identità)
  3. il rivolgersi alla classe sociale frustrata
  4. il culto del capo
  5. l’esaltazione della volontà popolare (oggi si manifesta in una volutamente errata interpretazione dell’art. 1 della Costituzione, circa i poteri del popolo sovrano)
  6. il pericolo permanente
  7. la semplificazione della comunicazione, disconoscimento della complessità
  8. l’avversione verso gli intellettuali
  9. il sessismo (misoginia e persecuzione degli omosessuali)
  10. la banalizzazione del male

Ciascuno dei dieci punti suesposti è molto presente nella narrazione della destra.

Salvini parla a tutti. Nella campagna elettorale qui, in Emilia Romagna, si rivolge anche ai vecchi comunisti, chiedendo loro il voto; perchè secondo la sua narrazione, è la Lega a tutelarne gli interessi,. In questo modo fa del sincretismo, perchè mischia aree valoriali assai distinte e distanti.

L‘ossessione complottista è evidente: Soros, l’Europa, le ONG, i poteri forti delle banche, la Germania della Merkel.

Salvini non si rivolge ai ricchi, ma alla classe frustrata: quella che piu’ paga il prezzo della crisi economica.

Il culto del capo è evidente. Ilvo Diamanti, in una recente ricerca, ha individuato come quasi il 90% della popolazione apprezzi l’idea dell’uomo forte al comando. La democrazia non funziona ( mandiamoli a casa!. La politica è corrotta, i politici sono mangiasoldi e parassiti. Via la casta!)

L’esaltazione della volontà popolare è tra i motivi ricorrenti: ” è il popolo che deve decidere, questo governo non l’ha votato nessuno, il Presidente della Repubblica deve sciogliere il Parlamento e ridare voce al popolo…”. Tutte queste prese di posizione ossessivamente reiterate, sono contro la Costituzione. In quanto la nostra Carta fissa molto bene quali siano i poteri del popolo sovrano e come li eserciti: “nelle forme e nei limiti” previsti dalla Costituzione. Il popolo vota il Parlamento , può promuovere referendum abrogativi e consultivi, può associarsi in partiti, in sindacati, esiste la libertà di stampa, di espressione del proprio pensiero. Ma i suoi poteri si limitano qui. IL resto è cattiva interpretazione interessata. Ogni governo è pienamente legittimo se ha una maggioranza parlamentare

Il pericolo permanente è l’invasione dei migranti, l’insicurezza nelle città, il bisogno di armarsi, di difendersi. Tutta la letteratura narra l’esatto contrario: gente armata fino ai denti è piu’ vulnerabile e spesso le armi vengono usate per fare stragi e non certo di delinquenti che violano il domicilio. Quanto ai migranti, abbiamo estremo bisogno di loro, perchè la nostra denatalità è a livelli insostenibili e si accentuerà negli anni a venire. Senza i migranti lo stati non sarebbe in grado di erogare il welfare.

Che le politiche di accoglienza vadano riviste e concepite con piani di inclusione in ci siano chiari diritti e doveri, non ci piove. Ma raccontarla, come la si racconta, oltre a essere destituito di fondamento, perchè i numeri dicono altro, fa solo aumentare rancori e paure: esattamente il risultato che la destra vuole raggiungere.

Anche la semplificazione della comunicazione è un tratto della destra. Salvini piace perchè risulta simpatico, empatico, “uno di noi”. Non se la tira, fa i selfie con tutti, cambia felpa e ne ha una per ogni località che visita. Tutto questo piace. Moltissimo. Basta scorrere i commenti su FB per accorgersi come la gente ami Salvini per questo suo essere alla mano. Ma cosa sta dietro questo modo di comunicare? Forse che basti un selfie per rendere i cittadini piu’ partecipi, piu’ coinvolti nella gestione del bene comune? No di certo. Il messaggio dice: “di me vi potete fidare, datemi il potere, sarò il vostro capitano!”. L’esatto contrario dell’esserci, contare, dire la propria. L’esatto contrario della democrazia diretta, perchè questa è concentrazione di un potere discrezionale pressochè assoluto nelle mani “di uno di noi”. Questo, caro Gianmarco, per quanto può apparire piacevole e amicale è una larvata forma di fascismo, perchè allontana il popolo dalla partecipazione alla vita pubblica,nel merito delle cose e lo relega a mero ruolo di follower.

Il disprezzo per gli intellettuali si manifesta definendoli  “fenomeni”, “professoroni” e deridendoli. Nell’era della post-verità può esistere solo la cultura che si forma sui social, nello scambio di informazioni. IL resto è superfluo e inappropriato per la “società delle quattro righe”, dove l’informazione viene bruciata in pochi istanti e sostituita delle news. Anche la velocità con la quale si affacciano e spariscono dalla scena è segno di decadenza del pensiero, della capacità di riflettere e metabolizzare le informazioni.

Infine c’è la banalizzazione del male e la creazione di nuovi mostri. Da una parte la delegittimazione del male assoluto, come fu la shoah, impersonificata dalla Segre ( Salvini: “a fare il senatore a vita vorrei Checco Zalone”. In questo modo induce a pensare che questo o quello per me pari sono; tanto la carica è inutile. Poi banalizza il male: ” va beh, la shoah, gli incidenti stradaliPippo, Pluto e Paperino… tutte storie che non ci riguardano” Quel “Pippo Pluto Paperino” non sono pronunciati a caso. Il messaggio è: “stiamo parlando di aria fritta”. Il revisionismo storico e la banalizzazione del male sono elementi di ur-fascismo, come direbbe Eco.

Concludo.

La sinistra ha molto da farsi perdonare e molto da rivedere: a iniziare dalla sua spocchia e autoreferenzialità. Non ha una politica seria per la montagna, e su questo lei ed io abbiamo assoluta identità di vedute. Non concepisce la bellezza come ricchezza e in questo lei è stato maestro ed esempio di quanto si possa fare perchè lo splendore della natura possa anche essere messo a reddito, in modo intelligente e sostenibile.

Servono persone come lei: intelligenti, vivaci, combattive, intuitive, coraggiose. Ma tutto questo cozza contro il disegno di quello che Umbero Eco ha definito l’ur-fascismo; ossia il fascismo eterno, che cambia veste, non ha piu’ bisogno di olio di ricino e manganello, perchè controlla le coscienze semplicemente con la comunicazione sui social e annienta la legittimità della partecipazione popolare derubricando la presenza popolare nella conduzione del bene comune a mera empatia del “capo” che dispensa carezze, bacia crocifissi, si interessa delle galline, parla della Nutella. A volte l’autoritarismo si nasconde dietro i sorrisi e le buone maniere.

Con attenta stima e l’amicizia di sempre,

Daniele

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *