Ma quelli che seguono Salvini sono tutti stupidi?

Questa domanda rimbalza polemicamente sui social.

No, non sono tutti stupidi, tutt’altro. Sono persone normalissime e, singolarmente prese non hanno nulla di differente, rispetto a chi non la pensa come loro. Non sono antropologicamente diversi.Per capire meglio il fenomeno Salvini e perchè abbia un così largo seguito è necessario comprendere il nostro tempo e la sua complessità.

Gustave Le Bon, nel lontano 1895 scrisse un libro che diventò una pietra miliare della sociologia, per lo studio dei comportamenti di massa, intitolato: “La psicologia delle folle”. Scrive Le Bon: “In una folla, ogni sentimento, ogni atto é contagioso, e contagioso a tal punto che l’individuo sacrifica il suo interesse personale all’interesse collettivo. E questa un’attitudine contraria alla sua natura, e di cui l’uomo non diventa affatto capace se non allorquando fa parte di una folla.” Già qui c’è un giudizio, tutto da enucleare: quello del contagio. Ciò che fa “tendenza” è sempre preferito a ciò che sta in disparte e che riguarda le scelte di pochi. Continua Le Bon: “Per il solo fatto di far parte di una folla, l’uomo discende di parecchi gradi la scala della civiltà. Isolato, sarebbe forse un individuo colto, nella folla è un istintivo, per conseguenza un barbaro. Egli ha la spontaneità, la violenza, la ferocia e anche gli entusiasmi e gli eroismi degli esseri primitivi. Si fa simile ad essi anche per la sua facilità a lasciarsi impressionare da parole, immagini, e guidare ad atti che ledono i suoi interessi più evidenti. L’individuo della folla é un granello di sabbia in mezzo ad altri granelli di sabbia che il vento solleva a suo capriccio.”

Ovviamente la sociologia spiega solo fino a un certo punto perchè un leader politico sia tanto amato, in anni in cui, si badi bene, c’è il più profondo disprezzo per la politica e chi la pratica. Allora da dove arriva tutta questa corsa alla bramosia di fare selfies col “Capitano”? Osservo come esista una profonda differenza tra ieri, voglio dire in un passato relativamente recente, ed oggi, ossia nella contemporaneità. Un tempo la gente voleva esserci, contare, decidere, partecipare nei luoghi in cui si formavano le decisioni ( dai consigli di quartiere, ai consigli comunali, alle assemblee elettive di livello piu’ elevato) Oggi, al posto della partecipazione si è affermata la voglia di appartenenza : “io sto con…”, “faccio parte di…” Siamo perciò passati dalla “non-delega” alla fiducia nel “capo”; al quale si chiede empatia e di essere “uno di noi”.

Ma anche questa sottolineatura non ha ancora spiegato perchè larghe masse di uomini e donne, di tutte le età trovino irresistibile Matteo Salvini; la cui crescita di popolarità pare inarrestabile. Il fascino del sovranismo sta nelle sue parole d’ordine, nella semplificazione del linguaggio, della creazione di ideogrammi verso i quali convergere l’attenzione ( migranti, Bibbiano, le minacce ai simboli religiosi, l’aggressione alla nostra cultura). “La paura fa 90” recita un vecchio detto; ed è vero. La sicurezza percepita ha poco o nulla a che vedere con l’intensità del fenomeno criminologico: i delitti contro la persona e il patrimonio sono in diminuzione, da anni. Però aumenta il senso di insicurezza. Nessun musulmano ha mai attentato contro i nostri simboli religiosi; eppure si estende la convinzione che qualcuno voglia impedirci di fare il presepe o di esporre il Crocefisso nei locali pubblici. Non c’è nessuna invasione dei migranti. I numeri parlano chiaro: sono cira l’otto per cento della popolazione autoctona e tale percentuale, negli ultimi anni si è consolidata con tendenza a regredire, ma, nell’immaginario collettivo, anche se moltissime persone non sono in grado di dire quanti siano gli immigrati in Italia ( alcuni pensano addirittura venti milioni), si ritiene che orde incontenibli siano pronte a invadere il nostro Paese e l’Europa. Il sovranismo e il populismo, nella loro semplificazione, ben si guardano dallo spiegare le ragioni delle emigrazioni che, peraltro, sono state una piaga diffusa anche nel nostro Paese, nel Novecento.

 

 

One thought on “Ma quelli che seguono Salvini sono tutti stupidi?

  1. Stupidi. Cosa vuol dire stupidi?
    Che caratteristiche ha l’elettore stupido?
    Vediamo un po’
    I fans di Salvini prendono la battaglia politica come fosse una partita di calcio. Spettatori e protagonisti di uno scenario dove si invita il bestione a far gool mettendo al tappeto l’avversario.
    I fans di Salvini sono le vittime perseguitate dai quei bruti degli immigrati che vengono qui per rubare all’italiano la sua patria, le sue usanze, il lavoro, insomma son convinti che ci hanno espropriato di tutto che noi siamo i disperati e loro i privilegiati.
    I fans di Salvini non chiedono In opposizione responsabile , ma gli va bene una destra il cui unico obbiettivo è distruggere per poter andare al governo.
    I fans di Salvini seminano odio fino al punto di avere dall’avversario una reazione scontata e passare dalla parte della vittima
    I fa s di Salvini sono ignari burattini di un gioco di cui nemmeno Salvini è il vero burattinaio. A lui basta il compenso promesso
    Quindi a questo punto direi che dovremmo appunto definire lo stupido, politico sociale e dopo potremmo capire se chi vota Salvini è stupido. Naturalmente io la risposta c’è l’ho ma è del tutto soggettiva

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