Il voto nella Provincia di Parma

Se consideriamo il voto in modo dicotomico, ossia un candidato vince e l’altro perde, non c’è gioco: Lucia Borgonzoni conquista 42 comuni su 44. Ma una lettura di questo tipo ci permette di comprendere appieno il significato del voto? Il voto è sempre un fatto individuale, ma, nello stesso tempo esprime anche il consenso o il dissenso di un blocco sociale. Allora, se vogliamo capire, dobbiamo analizzare cosa sia questo “blocco” o, per meglio dire, declinandolo al plurale in “blocchi”. La provincia di Parma è tripartita: pianura, fascia pedemontana, appennino. Le condizioni delle tre fasce sono del tutto diverse: per aspetto morfologico, indicatori demografici ( età media, tasso di natalità, indice di vecchiaia, indice di dipendenza strutturale, saldo naturale ecc.), per reddito, per accesso al welfare, per logistica viaria, per la catena distributiva commerciale e dei servizi in genere. Piu’ ci si avvicina all’appennino profondo piu’ cresce il consenso a Lucia Borgonzoni. Piu’ ci si allontana, piu’ cresce il consenso per Stefano Bonaccini. E’ evidente che in questa distribuzione territoriale ci sia poco di “individuale ” e molto di “blocco sociale”. Se noi correliamo il voto per Lucia Borgonzioni ai richiamati indicatori demografici vediamo come esista sia una correlazione positiva che negativa: per esempio, piu’ è alto l’indice di vecchiaia, piu’ è alto il voto per Borgonzoni; mentre dove si abbassa l’età media prevale Bonaccini.

Con l’aiuto di alcune mappe provo a dimostrare la tesi su esposta.

Le variazioni di popolazione, intese come incremento e decremento numerario variano da negativo a positivo, man mano che dai comuni dell’appennino ci si sposta verso Parma. I colori ( dal bianco al rosso) aiutano a capire le dinamiche di questo fenomeno.

Il tasso di natalità completa la mappa precedente. Anche in questo caso si vede come la natalità aumenti man mano che ci si avvicina al capoluogo  e, viceversa, diminuisca nel profondo appennino.

 

Dalle due mappe precedenti si può ottenere il tasso di crescita: del tutto coerente coi due indicatori precedenti. L’appennino ha crescita fortemente negativa, mentre, verso Parma cambia di segno

Naturalmente gli indicatori sono molti altri: il reddito, la concentrazione dei servizi, la presenza degli immigrati.

Di seguito riporto la mappa di concentrazione degli immigrati. Uno dei temi ricorrenti nella campagna elettorale riguarda la presenza di extracomunitari e, di conseguenza, una certa insofferenza della popolazione per l’immigrazione incontrollata; particolarmente presente a Parma e comuni limitrofi. Questo disagio degli autoctoni non sembra pesare sul voto; in quanto non pare che sposti consenso verso la Lega; le cui posizioni restrittive verso l’immigrazione sono note. Al contrario la maggiore densità di immigrati corrisponde ai migliori risultati per il centrosinistra di Bonaccini

Il voto a Borgo Val di Taro merita un ragionamento a parte che, in definitiva, rafforza le considerazioni anzidette. Borgotaro è il comune che, in seno alla Valtaro presenta il migliore welfare ( presenza dell’ospedale, buona rete commerciale, presenza della stazione ferroviaria ecc.) Tutti elementi che, in qualche misura differenziano codesta città dai comuni vicini. Per cui , pure in una manifestazione robusta di voto a favore della candidata del centrodestra, tale percentuale è di dieci punti percentuali al di sotto dei comuni vicini. Va inoltre rilevato il fatto che la questione ambientale ( il caso Laminam) non pare abbia pesato nel giudizio degli elettori; mentre ci si poteva attendere che, dopo le notevoli tensioni sociali dovute ai malesseri e al disagio concomitante con l’avvio della produzione di lastre ceramiche, ciò avrebbe alimentato il consenso per il centrodestra. E’ noto infatti come sia l’Amministrazione Comunale che la Regione abbiano sottovalutato il problema ambientale. Occorrerebbero ulteriori approfondimenti valutando ulteriori indicatori per comprendere meglio questo aspetto.

Riclassificato il voto, tenendo conto degli indicatori anzidetti, il voto per la candidata Lucia Borgonzoni assume un chiaro significato di disagio e di disapprovazione per le politiche della Giunta Bonaccini. La Regione appare significativamente spaccata in aree di interesse che ho definito “blocchi sociali”. Laddove c’è piu’ “vita”, dove gli indicatori demografici hanno il segno “+” davanti la popolazione volge verso il centrosinistra. Dove troviamo il segno “-” volge verso il centrodestra. E’ naturale che il governo regionale non possa fare finta di niente. Il disagio e il senso di frustrazione della popolazione dell’appennino va colto, capito. Occorrono politiche che si scostino significativamente dalle attuali. L’appennino ha bisogno di provvedimenti che non si traducano in assistenzialismo, ma in opportunità. Occorre, prima di tutto un cambio di paradigma, che l’appennino non venga considerato un problema, ma una risorsa. Non servono denari “a pioggia”. Serve, diversamente che si esca dalle mere logiche capitalistiche, dove l’economia si basa esclusivamente sul profitto. L’appennino, da questo punto di vista, non può competere: basti pensare all’agricoltura industriale. L’appennino può generare qualità, prodotti di nicchia. Non è questa la sede per una disamina compiuta, ma ritengo che iniziative, come quella dei biodistretti siano da incoraggiare, perchè è la strada giusta per la piena valorizzazione di questa porzione del territorio nazionale. La marginalizzazione dell’appennino è un danno per tutti; anche per la pianura.

Per valutare meglio i fattori che influenzano il voto ho preso in considerazione i seguenti, per ciascun comune della provincia:

  • numero di residenti
  • densità per kmq
  • numero di abitanti
  • classi di età (0-14, 15-64, +65)
  • numero di famiglie
  • indice di vecchiaia
  • età media
  • perc. di stranieri
  • reddito medio

Queste voci sono state correlate coi voti ottenuti dal Centrodestra e dal Centrosinistra.

La tabella suindicata mostra la matrice di correlazione tra le variabili sopra descritte e i voti ottenuti dal Centrodestra e dal Centrosinistra. Utilizzando i coefficienti di correlazione è possibile trarre alcune indicazioni sull’elettore tipo di ciascuno schieramento. Il segno (-) davanti ai numeri indica una correlazione negativa. Per esempio, il Centrodestra (CD) ottiene piu’ consensi nei centri piccoli (r= -0.396); mentre il Centrosinistra (CS) ottiene piu’ consenso nei comuni con maggiore popolazione (r=0.411)

Stante le variabili individuate, che ovviamente possono essere integrate da altre che non ho a disposizione, si può profilare l’elettore tipo :

Per il Centrodestra: è di età matura (=>65 anni), abita in un comune con basso numero di abitanti, poche famiglie, pochi bambini e giovani, ha un reddito basso.

Per il Centrosinistra (CS): è giovane (=< 64 anni, ma tendenzialmente verso la fascia giovanile), abita in un comune con popolazione medio alta rispetto alla media provinciale, densamente popolata, ha un reddito superiore alla media dei comuni della provincia.

Gli elettori col primo profilo risiedono principalmente nella fascia appenninica. Quelli col secondo profilo nella fascia pedemontana o di pianura.

Passando all’analisi della PCA ( Principal Components Analisys) notiamo come la provincia di Parma, con le variabili utilizzate sia raggruppabile in tre cluster. Isolata, in alto a sinistra vediamo la città di Parma; poi due gruppi abbastanza densi che contengono gli altri comuni. La varianza spiegata sui primi due assi è dell’ 85,82%; dunque molto elevata.

Nel primo cluster notiamo i comuni di Bore, Valmozzola, Monchio delle Corti, Palanzano, Bardi…; mentre nel secondo cluster si nota Salsomaggiore, Borgotaro, Polesine-Zibell, Albareto …..

Il cluster a cladi evidenzia bene la ripartizione secondo il metodo della distanza di Ward. Ossia la clusterizzazione consente di rappresentare sul medesimo “grappolo” le entità dove la vicendevole distanza è minore e dunque è piu’ elevata la similarità.

Lo scopo di questo lavoro è quello di andare oltre la semplice constatazione di come il Centrodestra consegua un grosso risultato in provincia di Parma e si aggiudichi 42 comuni su 44. Questo dato è risultato subito noto nelle ore successive allo spoglio delle schede. Ma una visione piu’ articolata, ottenuta aggiungendo variabili che solitamente non figurano nelle analisi del voto, consente di confermare la tripartizione della provincia di Parma. Questo induce a ritenere che al voto si debba attribuire la rappresentanza di profonde caratterizzazioni territoriali; dove distanza dai grandi centri, densità abitativa, indicatori demografici, reddito fanno la differenza. Il disagio sociale premia la destra; mentre le aree con meno criticità sociali sono piu’ orientate verso il Centrosinistra.

Il governo regionale dovrebbe avere ben presente quanto emerge dall’analisi del voto e quanto siano urgenti politiche di omogeneizzazione sociale, per evitare il declino nelle zone disagiate e arginare gli aspetti degeneri.

 

 

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