3 thoughts on “Silvia Romano

  1. Analisi dei sentimenti della rete sulla questione : Silvia Romano
    Bella traccia. Purtroppo non è dato avere una propria opinione e forse è giusto così visto che non si conoscono i fatti e cosa la ragazza abbia subito durante la sua prigionia.
    Ciò che però mi è sembrato è che non si distingue l’essere o meno d’accordo con l’azione che il governo ha tenuto, ( alcune fonti danno per pagato il riscatto) con la storia della ragazza. Si può benissimo essere contro la trattativa con i terroristi ma comprendere che la scelta di Silvia sia stata dovuta a pressioni e lavaggi del cervello. Ora a casa sua con la sua famiglia, circondata dall’affetto dei suoi cari potrà capire se continuare per il cammino che ha preso oppure lasciare il velo arabo, sarà cmq una scelta personale e libera che noi non ci dovremmo permettere di giudicare, altro discorso per il riscatto pagato.

  2. Col mio mestiere di statistico ho imparato l’importanza delle generalizzazioni. Si studia un evento, spesso mediante campionamento, per poi generalizzare il risultato trovato su tutta la popolazione. La questione di Silvia Romano è incidentale.
    Si ragiona sul suo caso, ma poteva essere qualsiasi altro. Quello che conta è come la gente si atteggia davanti a un fenomeno qualsiasi .
    E’ possibile trarre un insegnamento generale? E’ possibile che, pure se in diversi frangeti, le reazioni della folla siano analoghe ? Esiste un rapporto causa-effetto che abbia un denominatore comune nelle reazioni di massa?
    Se stiamo a quanto asserisce Gustave le Bon possiamo dire di si.
    La sentiment analysis studia le parole, il loro senso positivo o negativo.
    Non importa chi le ha dette, perchè ciascuna frase espressa finisce insieme a milioni di altre parole. Per cui il pensiero è spersonalizzato dall’individuo, per diventare sentimento comune.
    Questa metodica serve a orientare il marketing sui consumi e perfino alla politica per capire gli “umori” del popolo e, su questa base, modellare le suggestioni che vengono somministrate.
    Come davanti ad ogn fenomeno, le reazioni di massa sono le piu’ diverse, perchè ogni uno di essi è sempre divisivo e soggetto a diverse interpretazioni.
    In altre parole, il filtro col quale si guarda agli eventi è il “senso comune”, che non sempre coincide col “buon senso”.
    Oggi queste metodiche si sono talmente sviluppate da consentire il direct marketing. Quando noi cerchiamo una cosa che ci interessa su internet, per acquistarla, al collegamento successivo ci vengono proposti banners di aziende che ci ripropongono l’oggetto che stiamo cercando. Non solo: se cerchiamo un marlello ci sarà anche l’azienda che ci offrirà i chiodi, perchè se vuoi un martello è presumibile che lo usi assieme ai chiodi. Dunque internet, attraverso i social e gli acquisti in rete sa tutto di noi, di ciò di cui ci circondiamo, delle nostre opinioni, dei nostri consumi, del nostro livello culturale. Le metodiche di direct marketing passano attraverso la lettura dei big data, con l’uso di strumenti statistici quali il machine learning e le reti neurali.
    Questo pone problemi circa il limite della libertà personale ed evidenzia quanto siamo esposti al dominio di chi gestisce le informazioni.
    L’informazione è il vero potere dei nostri tempi.
    Fenomeni come quello di Silvia Romano, con la conseguente ridda di commenti, non sono altro che espedienti per “tastare il polso” a milioni di persone.
    Il vero pericolo per il mondo moderno è questo e, francamente non so a cosa noi comuni mortali siamo piu’ esposti: se al terrorismo mediorentale o alle nostre tecnologie, nelle mani di signori perbene che, ogni giorno, arricchiscono di miliardi di dolari il loro patrimonio; proprio grazie alla gestione dell’informazione.
    Il mio interesse di ricercatore è piu’ su questi aspetti che sul fatto in sè di Silvia Romano.

  3. Ciò che tu dici è la nuova legge sulla domanda e sull’offerta , dove il mercato offre varie tipologie di merce, o/e articoli, e in base ai clik stabilisce dove si dirige la domanda e in base a quello dirige la produzione, e propone articoli o prodotti similari.
    Ciò lo si può constatare anche su amazon, dove in base ai tuoi acquisti e alle tue ricerche, ti vengono proposti oggetti simili.
    La pubblicità è , come si suol dire, l’anima del commercio, se non pubblicizzi non vendi, se vuoi far girare l’economia è necessario proporre, e mettere in evidenza i nostri prodotti.
    Certamente lo si può anche inquadrare in una violazione della libertà personale, ma alla fine siamo stati noi per primi che abbiamo chiesto, tramite le nostre domande quel prodotto, e il mercato ce lo offre,( proponendoci anche gli accessori, perchè come hai bene detto tu, un martello senza chiodi è inutile), in vari gradi di qualità e prezzo e noi consumatori scegliamo. Quindi si può divenire servi si un sistema consumistico come invece rimanere oculati consumatori che prendono i suggerimenti non come un imposizione ma un aiuto
    Per il discorso dei social, il principio è lo stesso . Le testate giornalistiche scelgono i temi che più possano infiammare discussioni e le propongono, penso che a commentare ci siano addetti al mestiere, che con commenti mirati creano in chi legge una provocazione in modo da suscitare la partecipazione, ma questo potrebbe essere un buon espediente, se la gente usare il cervello per commentare e non i piedi, un articolo su Silvia Romano , potrebbe essere un buon input di confronto come un occasione per un’altro processo virtuale dove l’imputato viene appeso al chiodo, solo perchè è tornato vestito da islamico, perchè aveva un orologio, che mi devono spiegare come si è potuto vedere la marca del rolex attraverso il servizio, perchè era in carne. Certo che discutere su FB è impossibile oggi, se sei fra coloro a cui piace la discussione e non la personalizzazione degli argomenti perchè non si sa portare avanti un contenuto, allora si vuole partecipare m a poichè alle logiche che ti vengono messe davanti non si sa rispondere si parte con le offese personalizzate. Ma questo è colpa della testa giornalistica? io non credo anche qui c’è una scelta puoi essere un interlocutore che scrive col cervello o uno dei tanti che scrive perchè su internet si può provare l’emozione di offendere diffamare senza incorrere in conseguenze o pugni sul muso. Quindi tutto questo può essere accettato passivamente e si può chinare il capo alal dittatura di sistema che ci vuole tutti beoti perchè così fa quel che vuole, oppure come una legge di mercato in cui vi è un offerente che propone e un compratore che sceglie, Da che mondo è mondo l’uomo ha capacità di scegliere se subire passivamente, o essere un uomo pensante che accetta ciò che gli viene proposto e sta a lui poi scegliere
    Sul terrorismo ho una mia idea, forse un po’ controcorrente, i terroristi non sono peggio della comunità occidentale che pretese di colonizzare il medio oriente perchè aveva deciso che per loro era meglio che divenissero un popolo civile, senza considerare che la civiltà orientale ha un suo modo di essere, una sua radice, e un suo significato. Abbiamo bombardato l’iraq e distrutto secoli di storia e centinaia di famiglie, stessa cosa con la Siria, i Terroristi sono coloro che non ci sono stati a vedersi portar via tutto da chi ha dichiarato una guerra in nome di una liberazione , che ha dato il meglio di se nel distruggere ma poi se ne è fregata di ricostruire. Il terrorismo attacca perchè attaccano i loro territori, non per prenderci quei territori, quindi alla fine non so chi veramente aveva il diritto di sparare. Se il terrorismo fa fuori 150 persone e distrugge un . bar l’occidente risponde radendo al suolo la Siria : di questo ce ne rendiamo conto, prendiamo atto che non siamo dalla parte della ragione, ma del torto marcio? Poi se mi si dice che anche i terroristi si fanno rifornire dagli occidentali , ok va bene, ma anche qui chi è il traditore : il terrorista? no non penso proprio

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